domenica, Novembre 27, 2022
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Glutine: fa male, a cosa serve, dove si trova

Da sempre oggetto di demonizzazione, spesso non meritata, ma comunque proteina fondamentale per avviare i processi di panificazione e lievitazione: il glutine è contenuto in alcuni cereali ed è apprezzato per la sua consistenza viscoelastica proprio perché consente di ottenere formati e varietà di prodotti da forno semplicemente alterando gli ingredienti dei prodotti.

La domanda che in molti spesso si pongono è: il glutine fa male? La risposta esatta è: non sempre. Eppure, sempre più individui si privano di pane, pasta e altri prodotti contenenti la preziosa proteina adducendo motivazioni prive di alcun fondamento medico, come il fatto che gli alimenti gluten free possano essere validi alleati della nostra linea, oppure possano contrastare gonfiore e cattiva digestione.

Scopriamo insieme che cos’è il glutine e chi dovrebbe evitarlo.

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Alimenti con glutine

Cos’è il glutine? Il nome glutine deriva dal latino Gluten, ovvero “colla”. Si tratta di un complesso proteico che, a dispetto dell’opinione corrente, non è soltanto dannoso per il nostro organismo, anzi.

Mangiare senza glutine fa male? La risposta è no. I soggetti che non manifestano intolleranze di diversa entità nei riguardi del glutine, tuttavia, potranno trarre maggiore beneficio assumendo alimenti contenenti la proteina.

Pasta, pane e altri alimenti ricchi di glutine sono, infatti, miniera inesauribile di carboidrati complessi, minerali, vitamine, fibre e proteine. Non solo: tali prodotti sono buonissimi, dettaglio da non trascurare a tavola!

Tra gli alimenti che contengono glutine, ricordiamo:

  • Frumento, orzo, grano, avena e prodotti derivati;
  • Pane, biscotti e alimenti a base di frumento, avena, grano, ecc.;
  • Birra e bevande a base di malto d’orzo;
  • Lievito madre;
  • Germe di grano;
  • Fiocchi e amidi dei cereali sopracitati, crusca, semola;
  • Frutta disidratata infarinata;
  • Alcuni surgelati, insaccati o prodotti di pasticceria (consultare bene l’etichetta del prodotto prima di acquistarlo).

Glutine, chi non deve assumerlo

Come sottolineato in precedenza, il glutine non è dannoso per la salute; esistono, tuttavia, delle eccezioni.

Celiachia

La celiachia è una condizione fisica che costringe il soggetto che ne è affetto a non consumare assolutamente cibi che contengono glutine. Il contatto, se pur lieve, con farina o altri alimenti ricchi di questa proteina può, infatti, causare delle reazioni avverse di seria entità.

La celiachia, infatti, si manifesta come una reazione infiammatoria a livello intestinale che emerge nel momento esatto in cui si assumono alimenti a base di glutine. Tra le reazioni avverse più frequenti nei pazienti celiaci, ricordiamo:

  • Diarrea;
  • Gonfiore intestinale;
  • Perdita di peso;
  • Anemia da carenza di ferro;
  • Osteoporosi;
  • Comparsa di patologie intestinali, anche gravi;
  • Mortalità (in casi estremi).

La celiachia può essere tenuta a bada soprattutto con un’alimentazione corretta. La dieta per questi soggetti prevede l’esclusione totale di prodotti con glutine, che possono essere sostituiti con corrispettivi alimenti gluten free.

Sensibilità al glutine

I celiaci manifestano una grave intolleranza al glutine, ma esistono anche reazioni avverse più blande alla proteina.

Una lieve sensibilità al glutine non emerge da controlli ematici, ma non è detto che non esista, anzi.

E’ possibile provare fastidio appena mandato giù un pezzo di biscotto o bevuto un bicchiere di birra proprio a causa di questa lieve intolleranza. Niente di grave, però: basterà variare la propria dieta, includendo alimenti privi di glutine.

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