domenica, Novembre 27, 2022
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Clamidia: come si prende, sintomi, terapia

Potremmo tranquillamente definirla la nemica silente dell’intimità di una coppia. Stiamo parlando della clamidia, una delle malattie sessualmente trasmissibili più diffusa, ma al contempo anche una delle patologie più silenti e sottovalutata.

Causata dal batterio della Chlamydia trachomatis, la patologia si trasmette tramite rapporti sessuali non protetti di qualsivoglia genere (anale, orale e vaginale). La clamidia può rimanere silente per lungo tempo, ma può anche esplodere comportando conseguenze anche gravi, sia per la propria salute che per la propria fertilità.

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Clamidia trasmissione

Come si prende la clamidia?  Il batterio della Chlamydia trachomatis si trasmette solo ed esclusivamente tramite rapporti sessuali non protetti e contatto tra mucose, una delle quali infetta: è, perciò, necessario tutelarsi con il profilattico, specialmente in caso di unioni occasionali.

Altri veicoli di contagio possono essere giocattoli erotici non disinfettati o protetti, oppure contatti di fluidi infetti con la zona oculare, con conseguente infezione agli occhi.

A seconda della “via” di trasmissione – orale, vaginale, anale – i sintomi della clamidia potrebbero manifestarsi in determinate aree del nostro organismo:

  • Gola (in caso di rapporti orali);
  • Area vaginale (in caso di rapporto vaginale);
  • Area anale (in caso di rapporto anale).

La clamidia può essere trasmessa anche al feto dalla madre, se affetta da questa patologia. Alla nascita, il bimbo potrebbe presentare problemi oculari (come la congiuntivite), oppure essere colpito da polmonite.

Sintomi clamidia

L’infezione da clamidia colpisce con maggiore incidenza le donne. Si tratta di una patologia quasi sempre asintomatica, con un  periodo di incubazione non definito. Esistono, però, una serie di sintomi della clamidia.

  • Clamidia sintomi donne: nelle pazienti di sesso femminile potrebbero palesarsi dolori durante i rapporti sessuali, accompagnati da sanguinamento; sanguinamento fuori dal periodo mestruale; perdite vaginali muco-purulente; dolori addominali; nei casi più gravi, potrebbe manifestarsi la MIP (Malattia Infiammatoria Pelvica), a sua volta causa di infertilità;
  • Clamidia sintomi uomo: nei pazienti maschi potrebbero riscontrarsi dolore e gonfiore ai testicoli, dolore durante la minzione e perdite di muco dall’uretra.

A livello orale e anale, inoltre, si possono registrare i seguenti sintomi, validi per entrambi:

  • Sanguinamento;
  • Proctrite;
  • Perdite di muco, oppure pus;
  • Faringite.

Come curare la clamidia

In caso di comparsa di sintomi riconducibili alla clamidia, è possibile ottenere una diagnosi tramite un’analisi delle urine, oppure un tampone da effettuare nelle aree soggette a infezione. In caso di positività al batterio è importante non solo avvisare il proprio partner, ma anche effettuare controlli specifici per riscontrare altre malattie sessualmente trasmissibili.

La terapia anti-clamidia prevede il ricorso ad antibiotici mirati per almeno una settimana; durante questo lasso di tempo è tassativo astenersi dai rapporti intimi, per non incrementare il contagio. Trattandosi di un batterio che potrebbe ripresentarsi, gli esami diagnostici andranno ripetuti ogni tre mesi, per assicurarsi di essere negativi alla malattia.

In caso di positività alla clamidia in gravidanza, si potranno sempre assumere antibiotici in accordo con il proprio medico, avendo cura di ripetere le analisi ogni quattro settimane. Ad oggi, il mezzo che protegge dal contagio della clamidia è il profilattico; è necessario, inoltre, lavare, disinfettare o proteggere i giocattoli erotici durante ogni rapporto sessuale.

 

 

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